In questa pagina trovate elencati tutti i modelli di aspirapolvere Dyson

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Dyson DC37C Parquet

Dyson DC51 Multifloor Aspirapolvere verticale

Dyson DC52 Animal Turbine

dyson dc63 allergy

L’azienda

La leggenda vuole che un ingegnoso ragazzo inglese di nome James Dyson, stanco delle modeste prestazioni del suo aspirapolvere, arrivò a comprare i dieci migliori modelli sul mercato senza trovare soddisfazione. Così si mise a studiarli e arrivò alla conclusione che era tutta colpa del sacco raccogli polvere: le sue fibre si intasavano e l’aspirapolvere non poteva più funzionare bene.

Così si impegnò a realizzare un nuovo aspirapolvere che non prevedesse il sacco. Si ispirò a un aspiratore di segatura visto in una falegnameria e ne sfruttò il principio delle correnti d’aria cicloniche, in grado di separare lo sporco dall’aria e di compattarlo in poco spazio. Ci vollero ben cinquemila prototipi ma alla fine l’aspirapolvere Dyson era pronto. Il suo primo modello Dc 01 divenne rapidamente il più venduto in Gran Bretagna nel 1987 e poi si diffuse in tutto il mondo, nonostante i prezzi molto elevati. Da quel primo modello è nata un’intera famiglia di aspirapolvere a carrello e senza sacco, seguiti poi da scope elettriche, ventilatori senza pale e asciugamani elettrici che non usano aria calda.

Tutti progetti originali nella tecnologia e nel design, nati nei laboratori Dyson inglesi e prodotti in Malesia. Il bello dei prodotti originali, seppure prontamente imitati, è che possono permettersi di non scendere nella mischia in tema di prezzi, dato che per sua definizione un prodotto unico non ha concorrenti. In questo momento economico poi finisce che i prodotti costosi non subiscono flessioni nelle vendite e quindi l’azienda di John Dyson vede con ottimismo il suo futuro. I prodotti nuovi non mancano e al motore digitale senza spazzole a basso consumo e lunghissima durata (gli aspirapolvere Dyson sono garantiti cinque anni), si sono aggiunti altri concetti del tutto originali. Per esempio sul nuovo aspirapolvere a carrello Dc 37 (da 435 euro) è stato implementato il concetto Ball, che concentra il suo baricentro esattamente nella sfera che contiene il motore, così l’apparecchio si muove molto più facilmente e agevolmente tra mobili e tappeti.

Oppure l’incredibile asciugamani Airblade, che anziché ustionare le mani le asciuga con un getto d’aria filtrata Hepa a temperatura ambiente, lanciato però a ben 640 km/orari: l’umidità scompare dalle mani in pochi istanti e non c’è bisogno di tanta energia elettrica per il riscaldamento. Per non parlare dell’altrettanto incredibile serie di ventilatori Air Multiplier, quelli senza pale ma con flussi d’aria concentrati all’interno di un cerchio del tutto vuoto e nel quale si può infilare la mano o la testa senza nessun pericolo: ora è la volta del modello che riscalda Hot Am 04 (399 euro). Un termostato regolabile fino a 37° controlla piccole resistenze ceramiche inserite nel corpo ellittico e il particolare flusso d’aria emesso verso l’ambiente scalda molto più rapidamente del solito. Anche se l’assorbimento di energia è pari a quello dei concorrenti (fino a 2kWh), il tempo di riscaldamento è molto più rapido e quindi abbiamo anche un risparmio in bolletta oltre a una silenziosità sconosciuta anche ai migliori concorrenti. In tema di scope elettriche Dyson ha lanciato la Dc 35 (295 euro), un modello ricaricabile leggero e maneggevole, oltre che molto silenzioso. Qui la novità più interessante è la batteria, che si ricarica in sole 3 ore contro le almeno 8 dei concorrenti e non soffre le ricariche a batteria non del tutto esaurita.

Un tocco italiano nel regno dei cervelli

Dyson impiega un nutrito stuolo di tecnici e progettisti nel suo reparto R&D, circa 300 persone nella sede inglese e quella malese, ma il progetto per il futuro parla di raddoppiarne il numero e investire sempre più denaro nella ricerca. Tra i tanti “cervelloni” di Dyson c’è anche un italiano, l’ingegner Fabio Scalon, che ci ha illustrato il principio di funzionamento base degli aspirapolvere a funzionamento ciclonico. Tra le strutture di ricerca Dyson troviamo una camera anecoica per verificare il basso livello di rumore emesso dai motori, un laboratorio elettromagnetico per controllare le emissioni in ambiente e anche un laboratorio microbiologico, per verificare l’efficacia dei filtri utilizzati contro le sempre più diffuse allergie. Nel 2009 sono stati depositati da Dyson 124 brevetti, il numero più alto in Gran Bretagna, dopo Rolls Royce.. E non pensate che Dyson sia un marchio di nicchia: in Gran Bretagna, Stati Uniti , Australia, Giappone e Canada è il numero 1 del mercato, nonostante i prezzi non proprio competitivi.

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